- Whippet Cuccioli -     

Medea's Sons

                                            

 

Allevamento

Riconosciuto E.n.c.i . e  F.C.I.

 

27/05/2009

             

 

Medea (ABSOLUTE MANN PURPLE RAIN ) 

Pedigree Medea

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  Rudy ( WHIPROSE IRISH COFFE at SOBERS )

 Pedigree Rudy

 

                      

 

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4 Femmine e 7 Maschi

 

 

 

 

 

27/07/20009

            

 

 

Whippet puppies available 15/08/2009

 
 

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SCYLLA

Degli Antichi Dei

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SCYLLA

Questa leggendaria creatura, figlia di Forbante e della ninfa Crateide (detta anche Crataia), o per altri del calabro Forcide (meglio conosciuto come il dio Forco) e di Ecate, prima di assumere le sembianze di mostro era stata una bellissima fanciulla, amata dallo stesso Giove.

Di Scilla si era invaghito anche il dio marino Glauco che, per lei, aveva rifiutato l’amore di Circe, provocandone la gelosia. In tal modo quando il nume, più volte rifiutato dalla giovane, si rivolse alla potente maga per ottenere un sortilegio capace di rendere Scilla disponibile alle sue voglie, la perfida maga, avendo maturato un odio implacabile nei confronti della ninfa, offesa ed indispettita decise di vendicarsi dell’affronto subito. Avvalendosi delle proprie arti magiche, Circe organizzò un piano atroce per sbarazzarsi della pericolosa rivale, preparando un filtro avvelenato a base di erbe misteriose, con il quale avvelenò le acque della sorgente dove Scilla era solita bagnarsi. La povera giovane, ignara della terribile sorte cui era destinata, entrando nelle acque avvelenate subì un’orrenda trasformazione: mentre la parte superiore del suo

splendido corpo rimase immutata, la parte inferiore dello stesso degenerò e dal suo inguine nacquero sei spaventose teste di feroci cani latranti, dalle bocche dotate di tre fila di denti appuntiti, di cui non poté più liberarsi.

La mostruosa creatura, nascondendosi nella grotta sotto la scogliera e cibandosi di pesce, seminava terrore tra gli incauti naviganti che passavano questo tratto di mare afferrandoli, con i lunghi colli a forma di serpente di cui erano dotati i suoi mostruosi cani, e divorandoli con le possenti mascelle, mentre distruggeva le loro imbarcazioni.

 

 

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GLAUCUS

Degli Antichi Dei

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GLAUCUS

1) Figlio di un pescatore della Beozia, un giorno vide che i pesci da lui presi se posati su una certa erba, riprendevano la vita e il movimento. Così provò a mangiarla e si ritrovò trasformato in divinità marina. Amava Scilla e per farla sua ricorse alla magia di Circe ma questa, che era innamorata di lui, per gelosia mutò la ragazza in un orribile mostro.

2) Figlio di Minosse e di Pasifae, da bambino cadde in un vaso di miele soffocando ma Asclepio lo fece rivivere. Un'altra versione del mito narra che Glauco, da bambino, dando la caccia a un topo morì cadendo in una giara piena di miele. Minosse, allora, lo cercò ovunque e alla fine ricorse alla divinazione. Chiamato l'indovino Poliido, Minosse gli ordinò di cercare il bambino; Poliido trovò il cadavere del bambino ma Minosse gli ordinò di renderglielo vivo e lo imprigionò insieme al cadavere di Glauco. L'indovino non sapeva proprio che pesci pigliare; quando vide un serpente che si avvicinava al cadavere, temendo per la sua vita, prese un sasso e uccise l'animale. Ma subito arrivò un altro serpente che guardò il serpente morto e se ne andò via ritornando poco dopo con un'erba che appoggiò sul corpo del serpente morto. Non appena quell'erba lo toccò, il serpente riprese a vivere. Poliido, stupefatto di quanto aveva visto, immediatamente prese quell'erba, la pose sul corpo di Glauco e il bambino tornò in vita.

3) Figlio di Sisifo e di Merope, era il padre di Bellerofonte, fu calpestato ed ucciso dalle sue cavalle imbizzarrite

 

 

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POSEYDON

Degli Antichi Dei

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POSEYDON

Figlio di Crono e di Gea, fratello di Zeus e di Ade. A lui spettò la signoria del mare, comprese le coste e le isole.

Abitava in un palazzo in fondo agli abissi marini. Dall’umore instabile come il mare era ora sorridente e benevolo ora burrascoso e violento.

Gli si attribuivano le scosse di terremoto che provocava sbattendo il suo formidabile tridente. Avendo cospirato con Era e Apollo contro Zeus, venne punito ed esiliato nella Troade al servizio di Laomedonte.

Questi gli negò il compenso pattuito per la costruzione delle mura della città. Poseydon, irato, fece scaturire dal mare un mostruoso drago.

Per placarlo, il re dovette esporre la figlia Esione per essere divorata dal mostro. La giovane fu salvata e liberata da Eracle che uccise il mostro.

Poseydon, innamoratosi di Anfitrite la chiese in sposa ma la fanciulla intimorita fuggì via. Il dio inviò, allora, un delfino alla sua ricerca e ritrovatala la convinse alle nozze. La novella sposa, gelosa di Scylla la mutò in un mostro dai dodici piedi e dalle sei bocche che divoravano i marinai che attraversano lo Stretto di Messina.

Poseydon, così come tutte le divinità marine, poteva cambiare forma a suo piacimento: simbolo dell'incostanza del mare.

Le sue contese con altre divinità si spiegano col fatto che egli era anche dio delle acque terrestri, prima che il suo regno fosse ridotto al solo mare. Egli era anche il dio tutelare delle corse dei cavalli.

 

 

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CIRCE

Degli Antichi Dei

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CIRCE

Famosa maga che abitava l'isola Eèa, la sua storia è largamente narrata nell'Odissea.

 Ulisse scampato alla tempesta approdò nell'isola della maga. Quando i suoi uomini andarono ad ispezionare l'isola incontrarono la maga che diede loro del cibo stregato che li tramutò in porci.

Solo un uomo si salvò perché diffidando dell'offerta non ne aveva mangiato e così riuscì a tornare indietro e ad avvisare Ulisse.

Questi partì subito alla ricerca dei suoi uomini e per strada incontrò Ermes che gli diede un amuleto (l'erba Moli che tradotto in italiano è l'allium niger ovvero si difendeva con l'alito pesante) come protezione dagli incantesimi della megera.

Grazie a questo amuleto Ulisse riuscì a costringere la maga a ridare le forme umane ai suoi uomini. Fermatosi un anno nell'isola Ulisse ebbe da Circe un figlio, Telègono.

Quando l'eroe decise che era il momento di ripartire la maga lo lasciò andare senza troppe storie, anzi gli diede dei buoni consigli.

 

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GERYONE

Degli Antichi Dei

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GERYONE

Aveva tre teste, sei braccia e tre corpi, noto perché aveva una splendida mandria di buoi rossi custoditi da Eurizione e dal cane a due teste Ortro. Prendere i buoi fu la decima fatica di Eracle che per averli uccise : Gerione, Eurizione che era anch'esso un gigante e il cane bicipite Ortro.

Un'altra fonte del mito narra che sulla tomba di Gerione spuntarono due alberi le cui foglie stillavano sangue in memoria di Gerione.

Gerione era discendente di Medusa

 

 

detto WOLVERINE

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TYPHON

Degli Antichi Dei

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TYPHON

Personificazione del vento impetuoso del Sud. Dopo che Zeus aveva sconfitto i Giganti, Gea sempre più furibonda per la triste sorte dei figli, con l'intento di vendicarsi si accoppiò con Tartaro e generò questo essere mostruoso.

Con gli occhi che sprizzavano fiamme, in tutta la sua mostruosa enormità, Tifone passò all'attacco del cielo, fra urla e sibili, dalla sua bocca sgorgavano torrenti di fuoco.

Gli Olimpi annichilirono a quella visione e mutatisi in animali per non farsi riconoscere fuggirono in Egitto.

L'unico che rimase fu Zeus che armatosi delle sue folgori e del famoso falcetto d'acciao, iniziò a colpire il mostro con le sue saette. Tifone ferito fuggì via ma Zeus, imprudentemente, vedendolo ferito si avvicinò col suo falcetto per finirlo. Non l'avesse mai fatto; infatti, non appena Zeus fu a tiro delle sue spire, Tifone lo avvolse e lo immobilizzò, quindi gli strappò il falcetto dalle mani e con lo stesso gli recise i tendini di tutti gli arti rendendolo simile a una marionetta senza fili. Poi Tifone legò bene il sommo dio e lo condusse in Cilicia nell'antro Coricio dove lo affidò alla custodia della mostruosa Delfine che era una fanciulla metà donna e metà animale.

A questo punto si potrebbe pensare che tutto sia finito qui, invece la storia continua: Ermes e Pan che si erano ripresi dallo spavento iniziale, usando uno stratagemma distrassero Delfine, s'impossessarono dei tendini che riadattarono a Zeus.

Il divino Zeus ritornato nel pieno della sua forma, stavolta salì sul suo carro trainato da cavalli alati e dall'alto bombardò di saette Tifone che iniziò una lunga fuga; quando si trovò a passare sul monte Nisa, le Moire lo ingannarono e gli offrirono, per indebolirlo, i frutti della morte, mentre Zeus lo incalzava.

Allora Tifone attraversò il mare per rifugiarsi in Sicilia ma Zeus gli gettò addosso l'altissimo monte Etna, schiacciandolo: è da quel giorno, dicono, che l'Etna erutta fuoco, ogni qual volta Tifone tenta di scrollarsi di dosso la montagna.

 

 

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ERACLE

Degli Antichi Dei

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prenotato

 

ERACLE

Zeus incapricciatosi di Alcmena, prende le sembianze del marito di lei, Anfitrione. Zeus passa con la donna un giorno e una notte d'amore, notte che in effetti era durata tre giorni poiché Zeus aveva ordinato al sole di riposarsi per tre giorni. Intanto fatto ritorno il vero Anfitrione , fece i suoi doveri coniugali concependo Ificle gemello uterino di Eracle.

Intanto la gelosa Era accortasi dell'ennesimo tradimento del divino marito e sapendo che il primo bambino che sarebbe nato nella casa dei discendenti di Perseo sarebbe diventato re, per fare dispetto a Zeus fece in modo che Nicippe, nuora di Perseo partorisse in anticipo rispetto ad Alcmena, così per primo nasce Euristeo che diventa re. Zeus irato perché Era lo aveva giocato, riesce ad ottenere un compromesso da Era nel senso che Eracle sarebbe diventato un dio se riusciva a portare a termine dieci imprese impostegli da Euristeo.

Eracle ancora in fasce strozzò due serpenti mandati da Era per soffocarlo. Crescendo fu istruito da Chirone nella medicina e nella chirurgia; Anfitrione gl'insegnò a guidare i carri; Castore lo allenò nella lotta; Eurito gli insegnò l'uso dell'arco e infine Eumolpo gli diede lezioni di canto e di lira.

Eracle si mise a girare per la Grecia, finché la Pizia non gli ricordò che doveva mettersi agli ordini di Euristeo per compiere le fatiche. L'idea di servire un uomo molto al di sotto di lui lo tormentava, ma non volendo disubbidire agli ordini del divino padre, si recò da Euristeo

La decima fatica fu prendere i buoi di Gerione che era un mostruoso gigante e aveva un cane bicipite e un drago con sette teste che custodivano l'armento.

Eracle per impossessarsi dei buoi dovette uccidere Gerione e i compagni, nel portare le bestie a Euristeo mentre dormiva fu dal gigante Caco derubato di quattro giovenche, al risveglio Eracle si mise alla ricerca del maltolto e trovato Caco con le bestie ne nacque una lite nella quale uccise il gigante.

 

 

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NISUS

Degli Antichi Dei

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prenotato

 

NISUS

Re di Megara e figlio di Pandione. Sulla testa aveva un capello d'oro; un oracolo aveva predetto che se fosse stato tagliato, il re avrebbe perso il regno. Assediato da Minosse per vendicare la morte del figlio Androgeo, Scilla, figlia di Niso, per volere della dea Afrodite si innamorò di Minosse.

La giovane in preda alla sua passione, temendo che Minosse potesse essere ferito, in piena notte entrò nella camera del padre e gli tagliò il fatidico capello.

Scilla con in mano il capello del padre si recò da Minosse per consegnarglielo, questo inorridito dell'atrocità commessa dalla ragazza la scacciò in malo modo dicendole:

«Che gli dèi, o infamia del nostro tempo, ti bandiscano dal loro mondo e a te si neghino la terra e il mare!».

Fu così che Minosse riuscì a conquistare Megara. Intanto Niso, alla ricerca di vendetta, inseguì la figlia colpevole del fatidico taglio quando venne mutato in un'aquila marina; librandosi nell'aria, scorse la figlia che tentava di arrampicarsi sulla nave di Minosse, allora si lanciò per straziarla, quando anche la ragazza venne mutata nell'uccello detto Ciris (forse l'allodola).

 

 

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CHARYBDIS

Degli Antichi Dei

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CHARYBDIS

Figlia di Posidone e di Gea. Mostro rapace, rubò a Eracle una mandria di buoi e Zeus la punì fulminandola e facendola cadere nel Mediterraneo, di fronte a Scilla; qui rimase sotto forma di grande scoglio, pericoloso per i naviganti.

Omero immaginò che questo scoglio inghiottisse tre volte al giorno le onde dello stretto che separa la Sicilia dalla costa italica, e tre volte le vomitasse.

Per evitare lo scoglio o i vortici di Cariddi, i naviganti dovevano avvicinarsi a quello di Scilla. Rappresentava i pericoli della navigazione nello stretto di Messina

 

 

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ANFITRITE

Degli Antichi Dei

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ANFITRITE

Figlia di Nerèo e di Doride. Era simbolo della forza del mare.

La leggenda le attribuisce per marito Poseidone che essa avrebbe lungamente respinto finché si lasciò convincere dalle insistenze di un delfino che la convinse a sposare il poco bello Poseidone.

Dall'unione dei due nacque un figlio maschio Tritone e molte figlie femmine che furono ninfe marine.

Anfitrite è rappresentata seduta su un cocchio a forma di conchiglia tirata da delfini e circondata da Tritoni e Nereidi le quali alcune reggono le redini mentre altre soffiano nelle trombe marine per annunziare l'arrivo della dea che con uno scettro d'oro in mano comandava le onde.

 

 

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MINOS

Degli Antichi Dei

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MINOS

Figlio di Zeus e di Europa. La madre dopo essere stata abbandonata da Zeus sposò Asterio re di Creta e alla sua morte, Minosse pretese la successione al trono. Perciò, pregò Poseidone di mandarle egli stesso la vittima da sacrificare per la sua incoronazione; il dio per mostrargli il suo consenso, dal mare fece nascere un toro bianco. Era una bestia così bella che Minosse non volle sacrificare e lo sostituì con un altro toro. Così facendo, si tirò addosso lo sdegno di Poseidone che del toro ne fece il suo strumento di vendetta. Il dio fece in modo che Pasifae, moglie di Minosse, si innamorasse follemente di quel toro e la donna, per riuscire ad accoppiarsi, chiese a Dedalo di inventare qualcosa per rendere possibile la sua insana passione. E il geniale inventore trovò il sistema come fare accoppiare Pasifae col toro. Scaduto il tempo Pasifae partorì una creatura mostruosa dalla testa di toro e dal corpo umano che fu chiamato Minotauro. Minosse, per nascondere la prova di quel mostruoso tradimento, fece rinchiudere il mostro e la moglie nel Labirinto.

Nonostante i vari miti aberranti su questo personaggio, Minosse governò Creta con saggezza e diede al popolo le leggi migliori, leggi suggeritegli dal padre Zeus. Ogni cento mesi si recava nell'antro dell'Ida per consultare il padre suo Zeus e in un colloquio a tu per tu, apprendeva gli errori commessi, si sottoponeva al giudizio paterno e riceveva le leggi migliori per il periodo futuro. I cretesi angosciati offrivano sacrifici per lui, perché se il dio era scontento faceva sparire il re.

 Per la saggezza provata nell'amministrare la legge, quando Minosse giunse negli Inferi fu posto a giudice delle anime dei mortali, in questo compito era coadiuvato da Radamanto e Eaco.

 

Per le descrizioni mitologiche degli Dei ringraziamo il sito www.miti3000.org 

 

 

 

              

 

 

11 gg

                  

 

 

 

      Foto a 10 gg

                             

 

Medea ( Absolute Mann Purple Rain ) e una delle sue piccoline a 4 gg

 

 

foto Whippet a 3 gg

 

                              

foto dei cuccioli di whippet di Medea a 12 h dal parto

                        

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