Questa leggendaria creatura, figlia di
Forbante e della ninfa Crateide (detta anche
Crataia), o per altri del calabro Forcide
(meglio conosciuto come il dio Forco) e di
Ecate, prima di assumere le sembianze di
mostro era stata una bellissima fanciulla,
amata dallo
stesso Giove.
Di Scilla si era invaghito anche il dio
marino Glauco che, per lei, aveva rifiutato
l’amore di Circe, provocandone la gelosia.
In tal modo quando il nume, più volte
rifiutato dalla giovane, si rivolse alla
potente maga per ottenere un sortilegio
capace di rendere Scilla disponibile alle
sue voglie, la perfida maga, avendo maturato
un odio implacabile nei confronti della
ninfa, offesa ed indispettita decise di
vendicarsi dell’affronto subito. Avvalendosi
delle proprie arti magiche, Circe organizzò
un piano atroce per sbarazzarsi della
pericolosa rivale, preparando un filtro
avvelenato a base di erbe misteriose, con il
quale avvelenò le acque della sorgente dove
Scilla era solita bagnarsi. La povera
giovane, ignara della terribile sorte cui
era destinata, entrando nelle acque
avvelenate subì un’orrenda trasformazione:
mentre la parte superiore del suo
splendido corpo rimase immutata, la parte
inferiore dello stesso degenerò e dal suo
inguine nacquero sei spaventose teste di
feroci cani latranti, dalle bocche dotate di
tre fila di denti appuntiti, di cui non poté
più liberarsi.
La mostruosa creatura, nascondendosi nella
grotta sotto la scogliera e cibandosi di
pesce, seminava terrore tra gli incauti
naviganti che passavano questo tratto di
mare afferrandoli, con i lunghi colli a
forma di serpente di cui erano dotati i suoi
mostruosi cani, e divorandoli con le
possenti mascelle, mentre distruggeva le
loro imbarcazioni.
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GLAUCUS
Degli Antichi Dei
M
GLAUCUS
1)
Figlio di un pescatore della Beozia, un
giorno vide che i pesci da lui presi se
posati su una certa erba, riprendevano
la vita e il movimento. Così provò a
mangiarla e si ritrovò trasformato in
divinità marina. Amava Scilla e per
farla sua ricorse alla magia di Circe ma
questa, che era innamorata di lui, per
gelosia mutò la ragazza in un orribile
mostro.
2)
Figlio di Minosse e di Pasifae, da
bambino cadde in un vaso di miele
soffocando ma Asclepio lo fece rivivere.
Un'altra versione del mito narra che
Glauco, da bambino, dando la caccia a un
topo morì cadendo in una giara piena di
miele. Minosse, allora, lo cercò ovunque
e alla fine ricorse alla divinazione.
Chiamato l'indovino Poliido, Minosse gli
ordinò di cercare il bambino; Poliido
trovò il cadavere del bambino ma Minosse
gli ordinò di renderglielo vivo e lo
imprigionò insieme al cadavere di
Glauco. L'indovino non sapeva proprio
che pesci pigliare; quando vide un
serpente che si avvicinava al cadavere,
temendo per la sua vita, prese un sasso
e uccise l'animale. Ma subito arrivò un
altro serpente che guardò il serpente
morto e se ne andò via ritornando poco
dopo con un'erba che appoggiò sul corpo
del serpente morto. Non appena
quell'erba lo toccò, il serpente riprese
a vivere. Poliido, stupefatto di quanto
aveva visto, immediatamente prese
quell'erba, la pose sul corpo di Glauco
e il bambino tornò in vita.
3)
Figlio di Sisifo e di Merope, era il
padre di Bellerofonte, fu calpestato ed
ucciso dalle sue cavalle imbizzarrite
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POSEYDON
Degli Antichi Dei
M
POSEYDON
Figlio di Crono e di Gea, fratello di Zeus
e di Ade. A lui spettò la signoria del mare, comprese le coste e
le isole.
Abitava in un palazzo in fondo agli abissi
marini. Dall’umore instabile come il mare era ora sorridente e
benevolo ora burrascoso e violento.
Gli si attribuivano le scosse di terremoto
che provocava sbattendo il suo formidabile tridente. Avendo
cospirato con Era e Apollo contro Zeus, venne punito ed esiliato
nella Troade al servizio di Laomedonte.
Questi gli negò il compenso pattuito per
la costruzione delle mura della città. Poseydon, irato, fece
scaturire dal mare un mostruoso drago.
Per placarlo, il re dovette esporre la
figlia Esione per essere divorata dal mostro. La giovane fu
salvata e liberata da Eracle che uccise il mostro.
Poseydon, innamoratosi di Anfitrite la
chiese in sposa ma la fanciulla intimorita fuggì via. Il dio
inviò, allora, un delfino alla sua ricerca e ritrovatala la
convinse alle nozze. La novella sposa, gelosa di Scylla la mutò
in un mostro dai dodici piedi e dalle sei bocche che divoravano
i marinai che attraversano lo Stretto di Messina.
Poseydon, così come tutte le divinità
marine, poteva cambiare forma a suo piacimento: simbolo
dell'incostanza del mare.
Le sue contese con altre divinità si
spiegano col fatto che egli era anche dio delle acque terrestri,
prima che il suo regno fosse ridotto al solo mare. Egli era
anche il dio tutelare delle corse dei cavalli.
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CIRCE
Degli Antichi Dei
F
CIRCE
Famosa maga che abitava
l'isola Eèa, la sua storia è largamente narrata
nell'Odissea.
Ulisse scampato alla tempesta
approdò nell'isola della maga. Quando i suoi uomini
andarono ad ispezionare l'isola incontrarono la maga
che diede loro del cibo stregato che li tramutò in
porci.
Solo un uomo si salvò perché
diffidando dell'offerta non ne aveva mangiato e così
riuscì a tornare indietro e ad avvisare Ulisse.
Questi partì subito alla
ricerca dei suoi uomini e per strada incontrò Ermes
che gli diede un amuleto (l'erba Moli che
tradotto in italiano è l'allium niger ovvero si
difendeva con l'alito pesante) come protezione
dagli incantesimi della megera.
Grazie a questo amuleto Ulisse
riuscì a costringere la maga a ridare le forme umane
ai suoi uomini. Fermatosi un anno nell'isola Ulisse
ebbe da Circe un figlio,
Telègono.
Quando l'eroe decise che era
il momento di ripartire la maga lo lasciò andare
senza troppe storie, anzi gli diede dei buoni
consigli.
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GERYONE
Degli Antichi Dei
M
GERYONE
Aveva tre teste, sei braccia e
tre corpi, noto perché aveva una splendida mandria
di buoi rossi custoditi da
Eurizione
e dal cane a due teste
Ortro.
Prendere i buoi fu la decima fatica di
Eracle
che per averli uccise : Gerione, Eurizione che era
anch'esso un gigante e il cane bicipite Ortro.
Un'altra fonte del mito narra
che sulla tomba di Gerione spuntarono due alberi le
cui foglie stillavano sangue in memoria di Gerione.
Personificazione del vento
impetuoso del Sud. Dopo che Zeus aveva sconfitto i
Giganti, Gea sempre più furibonda per la triste
sorte dei figli, con l'intento di vendicarsi si
accoppiò con Tartaro e generò questo essere
mostruoso.
Con gli occhi che sprizzavano
fiamme, in tutta la sua mostruosa enormità, Tifone
passò all'attacco del cielo, fra urla e sibili,
dalla sua bocca sgorgavano torrenti di fuoco.
Gli Olimpi annichilirono a
quella visione e mutatisi in animali per non farsi
riconoscere fuggirono in Egitto.
L'unico che rimase fu Zeus che
armatosi delle sue folgori e del famoso falcetto d'acciao,
iniziò a colpire il mostro con le sue saette. Tifone
ferito fuggì via ma Zeus, imprudentemente, vedendolo
ferito si avvicinò col suo falcetto per finirlo. Non
l'avesse mai fatto; infatti, non appena Zeus fu a
tiro delle sue spire, Tifone lo avvolse e lo
immobilizzò, quindi gli strappò il falcetto dalle
mani e con lo stesso gli recise i tendini di tutti
gli arti rendendolo simile a una marionetta senza
fili. Poi Tifone legò bene il sommo dio e lo
condusse in Cilicia nell'antro Coricio dove lo
affidò alla custodia della mostruosa Delfine che era
una fanciulla metà donna e metà animale.
A questo punto si potrebbe
pensare che tutto sia finito qui, invece la storia
continua: Ermes e Pan che si erano ripresi dallo
spavento iniziale, usando uno stratagemma
distrassero Delfine, s'impossessarono dei tendini
che riadattarono a Zeus.
Il divino Zeus ritornato nel
pieno della sua forma, stavolta salì sul suo carro
trainato da cavalli alati e dall'alto bombardò di
saette Tifone che iniziò una lunga fuga; quando si
trovò a passare sul monte Nisa, le Moire lo
ingannarono e gli offrirono, per indebolirlo, i
frutti della morte, mentre Zeus lo incalzava.
Allora Tifone attraversò il
mare per rifugiarsi in Sicilia ma Zeus gli gettò
addosso l'altissimo monte Etna, schiacciandolo: è da
quel giorno, dicono, che l'Etna erutta fuoco, ogni
qual volta Tifone tenta di scrollarsi di dosso la
montagna.
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ERACLE
Degli Antichi Dei
M
prenotato
ERACLE
Zeus incapricciatosi di
Alcmena, prende le sembianze del marito di lei,
Anfitrione. Zeus passa con la donna un giorno e una
notte d'amore, notte che in effetti era durata tre
giorni poiché Zeus aveva ordinato al sole di
riposarsi per tre giorni. Intanto fatto ritorno il
vero Anfitrione , fece i suoi doveri coniugali
concependo Ificle gemello uterino di Eracle.
Intanto la gelosa Era
accortasi dell'ennesimo tradimento del divino marito
e sapendo che il primo bambino che sarebbe nato
nella casa dei discendenti di Perseo sarebbe
diventato re, per fare dispetto a Zeus fece in modo
che Nicippe, nuora di Perseo partorisse in anticipo
rispetto ad Alcmena, così per primo nasce Euristeo
che diventa re. Zeus irato perché Era lo aveva
giocato, riesce ad ottenere un compromesso da Era
nel senso che Eracle sarebbe diventato un dio se
riusciva a portare a termine dieci imprese
impostegli da Euristeo.
Eracle ancora in fasce strozzò
due serpenti mandati da Era per soffocarlo.
Crescendo fu istruito da Chirone nella medicina e
nella chirurgia; Anfitrione gl'insegnò a guidare i
carri; Castore lo allenò nella lotta; Eurito gli
insegnò l'uso dell'arco e infine Eumolpo gli diede
lezioni di canto e di lira.
Eracle si mise a girare per la
Grecia, finché la Pizia non gli ricordò che doveva
mettersi agli ordini di Euristeo per compiere le
fatiche. L'idea di servire un uomo molto al di sotto
di lui lo tormentava, ma non volendo disubbidire
agli ordini del divino padre, si recò da Euristeo
La decima fatica
fu prendere i buoi di Gerione che era un
mostruoso gigante e aveva un cane
bicipite e un drago con sette teste che
custodivano l'armento.
Eracle per
impossessarsi dei buoi dovette uccidere
Gerione e i compagni, nel portare le
bestie a Euristeo mentre dormiva fu dal
gigante Caco derubato di quattro
giovenche, al risveglio Eracle si mise
alla ricerca del maltolto e trovato Caco
con le bestie ne nacque una lite nella
quale uccise il gigante.
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NISUS
Degli Antichi Dei
M
prenotato
NISUS
Re di Megara e figlio di
Pandione. Sulla testa aveva un capello d'oro; un
oracolo aveva predetto che se fosse stato tagliato,
il re avrebbe perso il regno. Assediato da Minosse
per vendicare la morte del figlio Androgeo, Scilla,
figlia di Niso, per volere della dea Afrodite si
innamorò di Minosse.
La giovane in preda alla sua
passione, temendo che Minosse potesse essere ferito,
in piena notte entrò nella camera del padre e gli
tagliò il fatidico capello.
Scilla con in mano il capello
del padre si recò da Minosse per consegnarglielo,
questo inorridito dell'atrocità commessa dalla
ragazza la scacciò in malo modo dicendole:
«Che gli dèi, o infamia
del nostro tempo, ti bandiscano dal loro mondo e a
te si neghino la terra e il mare!».
Fu così che Minosse riuscì a
conquistare Megara. Intanto Niso, alla ricerca di
vendetta, inseguì la figlia colpevole del fatidico
taglio quando venne mutato in un'aquila marina;
librandosi nell'aria, scorse la figlia che tentava
di arrampicarsi sulla nave di Minosse, allora si
lanciò per straziarla, quando anche la ragazza venne
mutata nell'uccello detto Ciris (forse l'allodola).
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CHARYBDIS
Degli Antichi Dei
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CHARYBDIS
Figlia di Posidone e di Gea.
Mostro rapace, rubò a Eracle una mandria di buoi e
Zeus la punì fulminandola e facendola cadere nel
Mediterraneo, di fronte a
Scilla;
qui rimase sotto forma di grande scoglio, pericoloso
per i naviganti.
Omero immaginò che questo
scoglio inghiottisse tre volte al giorno le onde
dello stretto che separa la Sicilia dalla costa
italica, e tre volte le vomitasse.
Per evitare lo scoglio o i
vortici di Cariddi, i naviganti dovevano avvicinarsi
a quello di Scilla. Rappresentava i pericoli della
navigazione nello stretto di Messina
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ANFITRITE
Degli Antichi Dei
F
ANFITRITE
Figlia di Nerèo e di Doride.
Era simbolo della forza del mare.
La leggenda le attribuisce per
marito Poseidone che essa avrebbe lungamente
respinto finché si lasciò convincere dalle
insistenze di un delfino che la convinse a sposare
il poco bello Poseidone.
Dall'unione dei due nacque un
figlio maschio Tritone e molte figlie femmine che
furono ninfe marine.
Anfitrite è rappresentata
seduta su un cocchio a forma di conchiglia tirata da
delfini e circondata da Tritoni e Nereidi le quali
alcune reggono le redini mentre altre soffiano nelle
trombe marine per annunziare l'arrivo della dea che
con uno scettro d'oro in mano comandava le onde.
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MINOS
Degli Antichi Dei
M
MINOS
Figlio di Zeus e di Europa. La madre dopo
essere stata abbandonata da Zeus sposò Asterio re di Creta e
alla sua morte, Minosse pretese la successione al trono. Perciò,
pregò Poseidone di mandarle egli stesso la vittima da
sacrificare per la sua incoronazione; il dio per mostrargli il
suo consenso, dal mare fece nascere un toro bianco. Era una
bestia così bella che Minosse non volle sacrificare e lo
sostituì con un altro toro. Così facendo, si tirò addosso lo
sdegno di Poseidone che del toro ne fece il suo strumento di
vendetta. Il dio fece in modo che Pasifae, moglie di Minosse, si
innamorasse follemente di quel toro e la donna, per riuscire ad
accoppiarsi, chiese a Dedalo di inventare qualcosa per rendere
possibile la sua insana passione. E il geniale inventore trovò
il sistema come fare accoppiare Pasifae col toro. Scaduto il
tempo Pasifae partorì una creatura mostruosa dalla testa di toro
e dal corpo umano che fu chiamato Minotauro. Minosse, per
nascondere la prova di quel mostruoso tradimento, fece
rinchiudere il mostro e la moglie nel Labirinto.
Nonostante i vari miti aberranti su questo
personaggio, Minosse governò Creta con saggezza e diede al
popolo le leggi migliori, leggi suggeritegli dal padre Zeus.
Ogni cento mesi si recava nell'antro dell'Ida per consultare il
padre suo Zeus e in un colloquio a tu per tu, apprendeva gli
errori commessi, si sottoponeva al giudizio paterno e riceveva
le leggi migliori per il periodo futuro. I cretesi angosciati
offrivano sacrifici per lui, perché se il dio era scontento
faceva sparire il re.
Per la saggezza provata
nell'amministrare la legge, quando Minosse giunse negli Inferi
fu posto a giudice delle anime dei mortali, in questo compito
era coadiuvato da Radamanto e Eaco.
Per le descrizioni mitologiche
degli Dei ringraziamo il sito
www.miti3000.org
11 gg
Foto a 10 gg
Medea ( Absolute Mann Purple Rain ) e una delle
sue piccoline a 4 gg
foto Whippet a 3 gg
foto dei cuccioli di whippet di Medea a
12 h dal parto